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Conservazione delle biodiversitą  

Il progetto Gestione Forestale Per La Conservazione Delle Biodiversita’: Esempi Di Interventi Strutturali Finalizzati Alle Specie Minacciate E Linee Guida Per Gli Enti Territoriali, è proposto e realizzato dal Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Il fine del progetto è di coniugare la conservazione della biodiversità, con particolare riguardo verso specie animali di particolare valore conservazionistico, con lo sfruttamento delle risorse forestali. L’intento è quindi quello di individuare e promuovere pratiche selvicolturali che, oltre ad assicurare un adeguato sfruttamento delle risorse legnose da parte delle popolazioni locali, si traducano in veri e propri interventi di gestione dell’habitat per le specie di interesse conservazionistico, ovvero in grado di conservare e migliorare la qualità, la quantità e l’accessibilità delle risorse naturali (trofiche e non solo) per la fauna. In particolare, alla luce delle pratiche selvicolturali adottate nel recente passato all’interno dell’area di distribuzione dell’orso bruno marsicano, e dei requisiti ambientali ideali per questa specie, si ci prefigge di:

1. Eseguire una disamina dello stato della gestione forestale attuale e pregressa, in un’area campione a livello regionale, selezionata tra quelle particolarmente rilevanti in termini di idoneità ambientale per l’orso e di connettività della popolazione su vasta scala;

2. Valutare, su base stagionale e nelle aree campione di cui sopra, le foreste e gli ecosistemi ad esse associati in termini di produttività e disponibilità di risorse per l’orso bruno marsicano;
3. Individuare a livello locale le metodologie di gestione selvicolturale più idonee per assicurare la massima produttività per l’orso, e la massima compatibilità con lo sfruttamento sostenibile delle risorse forestali da parte dell’uomo;
4. Sviluppare in seno ad un gruppo di esperti coinvolti nella gestione forestale su scala regionale linee guida di indirizzo generale per promuovere ed applicare le indicazioni selvicolturali di cui sopra, all’intero territorio regionale e appenninico;
5. Infine, con esplicito riferimento a quanto previsto dal PATOM (Piano d’Azione per l’Orso bruno Marsicano), il progetto intende rappresentare un primo passo verso l’attuazione dell’azione B6 (“Gestione degli ambiti forestali”) prevista dal PATOM con lo scopo di promuovere soluzioni funzionali di coesistenza tra uomo e orso e ridurre le fonti di conflittualità. A tal fine l’intento è anche quello di promuovere le suddette linee guida attraverso seminari tecnici dedicati agli operatori del settore in Abruzzo. Con particolare riferimento alle problematiche di conservazione dell’oro bruno marsicano, la diffusione delle linee guida per la gestione forestale presso le amministrazioni competenti ed i responsabili della pianificazione forestale vengono considerati passaggi fondamentali per la promozione di piani di gestione forestale innovativi su vasta scala.



L’attuazione del progetto prevede le seguenti fasi:


1. Identificazione e scelta di almeno 3 comuni campione sulla base di:
• Stato della pianificazione forestale e della disponibilità di informazioni pregresse sulle passate utilizzazioni forestali.
• Dimensione e posizione dei territori comunali rispetto alle potenziali zone di connessione/espansione dell’orso dalla popolazione centrale
• Mosaico di idoneità ambientale e del rischio per l’orso su scala appenninica
• Dati di presenza dell’orso

2. Allestimento banca dati GIS:
• Integrazione dei dati forestali per i suddetti comuni su base GIS per analisi e produzione cartografiche

3. Sopralluoghi di campo atti alla:
• Analisi della struttura forestale attraverso rilievi su aree di saggio permanenti
• Valutazione dei fattori di pressione e delle minacce di origine antropica
• Valutazione qualito/quantitativa delle risorse per l’orso
• Mappatura delle risorse critiche per l’orso
• Relazione tecnica finale

4. Valutazione della congruità tra gestione forestale e requisiti per l’orso:
• Revisione bibliografica delle relazioni tra orso e interventi selvicolturali revisione delle normative comunitarie, nazionali e locali
• Revisione delle pratiche selvicolturali applicate e potenzialmente applicabili a livello locale
• Definizione di un modello gestionale di riferimento attraverso il quale modulare tempi, modalità, intensità e localizzazione degli interventi forestali
• Messa a punto di un piano operativo
• Relazione tecnica finale

5. Sviluppo e redazione delle LLGG:
• Istituzione di un tavolo tecnico di riferimento (CFS, Regione Abruzzo, Università, etc.)
• Formulazione e discussione di una proposta di LLGG (anche sulla base delle due relazioni tecniche di cui ai punti 3 e 4)
• Approvazione delle LLGG

6. Disseminazione dei risultati tramite:
• Incontro tecnico
• Incontri pubblici e divulgativi
• Interazione coni media e produzione di materiale divulgativo

Attività
La scelta dei territori comunali, sui quali eseguire le analisi ai diversi livelli sopra delineati, sarà effettuata sulla base dei gradi di idoneità ambientale per l’orso e della effettiva disponibilità di informazioni sulla gestione forestale pregressa. A tal fine, i più recenti modelli di idoneità ambientale per l’orso in Appennino verranno utilizzati per individuare: (a) le zone di potenziale connessione tra aree protette, (b) il livello di continuità con l’areale noto e stabile di presenza, e (c) la possibile esistenza di aree in cui elevati livelli di idoneità ambientale corrispondono anche ad elevati rischi di mortalità di origine antropica (zone ‘sink’). A seguire, le attività di campo avranno la funzione di delineare, attraverso l’acquisizione di dati e informazioni su aree campioni permanenti, la struttura e la tipologia delle formazioni forestali e gli assetti vegetazionali attuali. La struttura forestale verrà valutata nelle sue componenti principali (orizzontale, specifica e dimensionale) come espressione della diversità dei soprassuoli e delle passate gestioni selvicolturali. L’adozione di aree di saggio permanenti permetterà la raccolta dati in un’ottica di lungo periodo facilitando analisi evolutive e di raffronto, soprattutto laddove sarà possibile la sovrapposizione con particelle forestali o aree con una buona serie di dati pregressi. I sopralluoghi avranno anche l’intento di interpretare la storia selvicolturale delle aree di saggio e di individuare quali siano gli elementi caratterizzanti e discriminanti l’area sotto il profilo forestale. Parallelamente verrà eseguita un’analisi qualito-quantitativa della disponibilità delle risorse trofiche per l’orso, al fine di associare ad una determinata tipologia e struttura forestale una determinata classe di abbondanza, diversità e fruibilità delle risorse trofiche da parte dell’orso. Per meglio interpretare l’idoneità di una scelta gestionale all’obiettivo di conservazione, saranno rilevate anche le infrastrutture o le indicazioni di attività antropiche che possono costituire un fattore di impatto per presenza e sopravvivenza dell’orso. La valutazione di congruenza tra la gestione forestale e i requisiti ecologici-biologici dell’orso sarà quindi realizzata tramite l’analisi dei dati disponibili e lo sviluppo di un modello ecologico di riferimento; in base a questo potranno poi essere definite alternative di gestione selvicolturale ed i relativi interventi forestali in quanto a modalità, localizzazione, tempistica e intensità di prelievo. Le informazioni acquisite, siano esse cartografiche o derivate dai rilevamenti di campo, saranno inoltre codificate all’interno di banche dati elettroniche con un’interfaccia su base GIS, al fine di facilitare le analisi e le restituzioni cartografiche. Per quanto riguarda la redazione delle linee guida (LLGG), verrà richiesta la partecipazione di un comitato di esperti, composto anche dal personale tecnico del Corpo Forestale dello Stato e della Regione Abruzzo per una valutare, discutere e mettere a punto le risultanze delle precedenti fasi del progetto al fine dell’approvazione finale delle LLGG. Queste andranno ad individuare dei criteri e dei principi di indirizzo per una rinnovata gestione forestale nell’areale di presenza dell’orso su scala regionale. Tali indicazioni sono al momento del tutto carenti su scala locale e regionale, non solo in Abruzzo, e di fatto rappresentano un obiettivo specifico delle attività previste in sede PATOM. La divulgazione finale dei risultati conseguiti dal progetto, siano essi incontri tecnici o divulgativi, verrà promossa congiuntamente con la Regione Abruzzo e realizzata con tempi, modalità e contenuti che saranno concordati con il gruppo di esperti e con il GAL Gran Sasso Velino.




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