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Transumanza  
 
 
Il progetto “Vie e Civiltà della Transumanza Patrimonio dell’Umanità” più semplicemente chiamato Transumance  aderisce al progetto di cooperazione interregionale ed internazionale “Routes and Civilization of Transhumance World Heritage” al quale partecipano diversi GAL Italiani ed Europei e  prevede azioni riguardanti gli antichi percorsi tratturali, i grandi "cammini" ed altre vie di comunicazione di significato storico e religioso. Mira a valorizzare questi percorsi dal punto di vista turistico e culturale ed a promuovere il contesto in cui essi si collocano: il paesaggio, i prodotti tipici, l’artigianato, il patrimonio storico-monumentale; tutte risorse utili per attrarre una nuova tipologia di turista che non si concentri e si “massifichi” nelle grandi città d’arte né tantomeno sulle spiagge, nei villaggi turistici o sui campi di sci, ma cerchi un rapporto diretto ed autentico con le comunità locali, i territori rurali, la storia, le tradizioni. Insomma un “viaggiatore” in cerca d’identità nelle comunità che incontra ed in sé stesso. Il progetto riserva anche un’attenzione particolare all’inserimento dei soggetti svantaggiati nel sistema agricolo che accompagna i suddetti tracciati con l’obiettivo di coinvolgerli nella gestione dei servizi che le aziende agricole possono rendere ai turisti.

L’azione di cooperazione mira anche a
promuovere presso l’UNESCO la candidatura dei tratturi e della transumanza come Patrimonio sia materiale che immateriale dell’Umanità.
 


Questo progetto si pone, al tempo stesso, in continuità ed in antitesi con altre azioni promosse in passato per recuperare e valorizzare i tratturi come patrimonio culturale e risorsa turistica. Esse non hanno generato, infatti, sino ad oggi ricadute realmente apprezzabili e decisive. Si vuole pertanto cambiare radicalmente modalità di azione e non puntare più su grandi infrastrutture e - cattedrali nel deserto - difficilmente gestibili ma su azioni semplici e di base che, coinvolgendo attivamente i soggetti professionali e associativi del territorio, mirino a rendere finalmente fruibile ed appezzabile, da parte di appassionati e turisti, il grande patrimonio del sistema viario e tratturale storico del nostro territorio.
Il progetto prevede tre sotto-progetti che si richiamano ad altrettante Azioni del PSL - Piano di Sviluppo Locale del GAL GRAN SASSO VELINO:
-     “Nature Collection” specificamente connesso al tema dei tratturi;
-    “Cammini d’Europa: rete europea di storia, cultura e turismo” che riguarda i tracciati di interesse storico-religioso;
-     Rete della ruralità solidale: coltivare la solidarietà” per l’inserimento di soggetti svantaggiati nel mondo professionale agricolo.
I tre sotto-progetti verranno trattati come un unicum, considerandone i contenuti specifici, ma spalmandoli nelle diverse azioni funzionali alla riattivazione e valorizzazione turistica e culturale dei cammini storici.
 
Il sistema della viabilità antica ed il suo rilancio
Questo progetto presenta una serie di azioni che saranno attuate su una selezione dei tanti tracciati storici che attraversavano l’Abruzzo Aquilano e che connettevano l’Italia Centrale e Settentrionale con l’Abruzzo e l’Abruzzo con le regioni del Sud.
Fra di essi troviamo sia tracciati storici divenuti celebri perché percorsi da mitiche figure di Santi viaggiatori (Papa Celestino V e San Francesco), altre che sono rimaste nella storia per il loro ruolo di connessione storica dei flussi economici, artistici e culturali (la cosiddetta “Via degli Abruzzi"). Infine troviamo i cammini che più legano il loro nome all’Abruzzo: i Tratturi.
I tratturi erano e talvolta ancora sono, antichi “nastri” di territorio inerbito che per secoli hanno collegato i pascoli dell’Appennino Centro-Meridionale, Abruzzo, Molise e Marche - che ospitavano le greggi nella stagione estiva - alle aree costiere di Puglia, Lazio, Campania - dove erano situati gli stazzi invernali (le cosiddette “locazioni”). Ai tratturi, alla transumanza stagionale ed alla pastorizia è legata una particolarissima cultura che si è evoluta nei secoli e che ha contribuito non poco a forgiare il paesaggio e, non di rado, a determinare la nascita e l’affermarsi degli stessi insediamenti umani. 
 
Due tratturi attraversano il territorio del GAL Gran Sasso-Velino e ripercorrono i tracciati più celebrati della transumanza stagionale: il più noto è il cosiddetto Tratturo Magno o Regio che correva da L’Aquila e Foggia mentre il secondo partiva da Celano per raggiungere Candela, sempre in Puglia. Il tratturo Magno, però, giunto in località Madonna di Centurelli, nei pressi di San Pio delle Camere sulla piana di Navelli, si divideva in due bracci che correvano, più o meno paralleli, verso il mare per poi ricongiungersi in Molise in località Montesecco (non lontano da Chieuti). Tra un tratturo e l’altro, quasi fossero i gradini orizzontali (Est-Ovest) di una grande scala posta tra il l’Abruzzo ed il Sud del Paese, si ponevano i cosiddetti “tratturelli” o gli ancor più piccoli “bracci” che consentivano l’afflusso degli animali sugli assi principali ed il collegamento fra di essi.   
 
Mentre i Tratturi si snodano lungo tracciati pressoché certi, ampiamente documentati e per larghi tratti ancora visibili, gli altri cammini storico-religiosi sopra indicati si basano su ricostruzioni proposte da studiosi ed appassionati ma, nondimeno, si rifanno ad evidenze storiche, monumentali e della tradizione locale che ne permeano e caratterizzano il tracciato. 
Il Cammino di Celestino, percorso ancora oggi ed ogni anno dai tedofori che dal Monte Morrone portano all’Aquila il fuoco il cui arrivo nel capoluogo darà il via alla “Perdonanza Celestiniana” a fine Agosto.
Il Cammino di Francesco che dall’Umbria – dove è stato attrezzato e celebrato – porta i pellegrini fino all’Aquila e poi nella Marsica – patria di Tommaso da Celano, biografo del Santo – per poi tornare nella conca Subequana dove Francesco sostò e fondo il convento di Castelvecchio Subequo e quello coevo di Fontecchio.
Infine è da segnalare quella che per tutti i secoli del Medioevo e del Rinascimento è stata l’arteria centrale della penisola Italiana e che, fra valli e conche interne, collegava - essendo Roma e le coste precluse da infide paludi e briganti - Firenze con Napoli attraverso Rieti, L’Aquila, Sulmona, Pescocostanzo. Quest’asse Nord-Sud giunge all’Aquila dalla Salaria attraverso Sella di Corno e prosegue poi lungo la Valle dell’Aterno per toccare Sulmona e poi, a Sud, la piana delle Cinquemiglia, il Molise e la Campania. Un tracciato, questo, sostanzialmente ripercorso oggi dalla ferrovia che si vorrà integrare funzionalmente nella suddetta rete di percorsi. 
 
I tracciati sopra indicati, sono stati per secoli vie di penetrazione e d’insediamento del territorio abruzzese ed aquilano che si è trovato ad essere, ad onta della sua più recente immagine di territorio isolato e remoto, al centro di importanti vie di comunicazione e di traffici dato che, da qui, si dipartivano i principali tratturi e che di qui, giocoforza, passava, il grande asse di connessione fra il Nord ed il Sud della penisola con tutto il suo corollario di città, paesi, insediamenti, monasteri, chiese, taverne e mercati. Se questa strategica centralità geografica è certo ormai tramontata da secoli, cionondimeno questo grande patrimonio storico, naturale e viario può ritornare a giocare un ruolo economico e sociale di prima grandezza attraverso un suo attento rilancio come elemento di attrazione di un turismo di qualità e a ridotto impatto ambientale. Esso infatti, sviluppandosi in territori marginalizzati dal sistema industriale ed urbanistico, può contribuire a distribuire, in queste aree, risorse utili a rilanciarli ed ad invertire la tendenza allo spopolamento ancor oggi tristemente in corso.
 
Risorsa chiave di questo progetto sono le persone, le professionalità, le imprese, le associazioni, glie enti locali che gravitano attorno ai percorsi considerati sia in qualità di depositari di saperi locali e del territorio, sia in qualità di fornitori di servizi funzionali alla fruizione turistico-culturale.
Per le nuove forme di turismo “lento” cui i sistema dei cammini si rifà, infatti, l’elemento umano del territorio è un fattore imprescindibile ed il suo attivo e positivo coinvolgimento in diversi fasi e ruoli, diventa il discrimine fra il lancio di proposte durature e di successo o viceversa il loro fallimento. 
 
Obiettivi del progetto
 
·       Valorizzare, ri-conoscere e ricomporre la rete e le aree tratturali di primo e secondo livello (tratturi e tratturelli).
·        Promuovere il territorio rurale, le tradizioni, la storia e la cultura della transumanza.
·        Valorizzare i borghi ed il patrimonio architettonico ed ambientale di riferimento della civiltà della transumanza e di quelli posti lungo le rotte storico-religiose.
·        Favorire la composizione ed il marketing di pacchetti turistici legati al mondo delle transumanze e dei cammini storici.
·        Integrare il circuito turistico dei tratturi e dei cammini a livello regionale e nazionale con connessioni a livello internazionale.
·        Favorire l’inserimento della transumanza ed i cammini in circuiti di eventi con una forte impatto di comunicazione per sostenere la promozione di un turismo rurale di qualità.
·       Favorire l’inclusione sociale e professionale di soggetti svantaggiati nel sistema dei servizi turistici ed agricoli connessi al tratturo.
 
 
 
 
 
Accedi all’area web del progetto: tratturiecammini.galgransassovelino.it



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